La diseguaglianza spinge i populismi

l'Unità, 25 giugno 2016
postato: 25-06-16TAGS: Economia ,  Politica

l populismi hanno colpito ancora, questa volta in Gran Bretagna, dove la paura dei migranti alimentata da Nigel Farage, un politico che non è neanche in Parlamento, ha fatto vincere al Referendum l´uscita dalla UE, che pure era stata contrastata dalle associazioni più rappresentative del paese. Ancora una volta la propaganda che alimenta le paure, ha stravinto sulle politiche positive di sostenibilità e solidarietà portate avanti dai progressisti. È un fenomeno che capita da qualche decennio nel mondo, dove la maggioranza dei ceti medi e popolari non segue più i partiti progressisti ma è affascinata dalle urla dei populisti di destra che tuonano contro l´establishment, banche, partiti, sindacati e soprattutto contro gli immigrati, accusati di tutti i problemi, anche quelli di cui non sono responsabili come l´aumento delle diseguaglianze, drammaticamente accentuate da alcuni decenni.

Romano Prodi ricordando giorni fa su Repubblica, che i populismi prosperano insieme alle diseguaglianze, ha toccato il nervo scoperto della sinistra. Da molti decenni, dall'avvento al potere di Reagan e della Thatcher, in tutto il mondo abbiamo avuto un aumento secco delle diseguaglianze, con ricchi sempre più ricchi e ceti medi e popolari sempre più poveri. Sono aumentati a livelli scandalosi le differenze di guadagno tra manager e lavoratori comuni, arrivando a valori mai toccati in passato. Il presidente storico della Fiat, Valletta, guadagnava 50 volte più del suo operaio, oggi l´amministratore delegato Marchionne guadagna almeno 500 volte. Lo stesso avviene naturalmente con la distribuzione della ricchezza, in Italia il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45% della ricchezza totale, mentre il grosso di ceti medi e popolari, il 60% delle famiglie, ne possiede meno del 20%. Negli SU le diseguaglianze sono ancora maggiori, mentre in Europa l´Italia è tra i paesi più diseguali (indice di Gini, che misura le diseguaglianze è ai valori massimi) , insieme alla Gran Bretagna ai valori massimi (anche sotto la premiership di sinistra di Tony Blair i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri) mentre Germania, Francia e soprattutto i paesi nordici hanno valori di diseguaglianze inferiori.

Quali effetti producono diseguaglianze così marcate? Principalmente di due tipi, economiche, di depressione della domanda, in quanto si riduce fortemente il potere di acquisto dei ceti popolari impoveriti, politiche di successo dei populismi di destra, che utilizzano la crisi dei ceti medi e popolari per aumentarne le paure e le incertezze, accusando le politiche sociali di Welfare e di accoglienza migranti, di tutti mali di cui soffrono ceti medi e popolari. Perché operai, giovani e disoccupati delle periferie dovrebbero votare per governi anche di sinistra, che non hanno fatto politiche di riduzione delle diseguaglianze? Vedansi tra l´altro i risultati delle recenti elezioni amministrative a Roma e Torino, dove quartieri un tempo di sinistra, hanno votato massicciamente contro la sinistra.

Tutti dicono di voler combattere le diseguaglianze, ma è un fatto che queste crescono continuamente sia sotto i governi di destra che di sinistra. È colpa della globalizzazione, dicono molti, è vero ma è anche vero che non si mettono in campo politiche macroeconomiche di contrasto alle diseguaglianze. Come si battono le diseguaglianze di reddito e di ricchezza in un paese capitalista e democratico? In due modi principali, con un fisco progressivo e con un Welfare universale. Entrambe queste politiche che migliorano le condizioni socio-economiche dei ceti più deboli, hanno avuto pochi ascolti in questi anni, anche in Italia. Non c´è stato nessun inasprimento di aliquote fiscali per i redditi più alti, anzi l´abolizione dell'Imu anche per i più ricchi e l'uso del contante sino a 3000 euro sono stati dei contro segnali. Quanto al Sistema sociale, i tagli degli ultimi dieci anni , anche se necessari, alla Sanità, all'Istruzione ed ai Comuni, hanno fatto aumentare la spesa privata per la salute e l´istruzione, peggiorando la condizione economica e sociale dei ceti medi e popolari.

La vittoria di Farage in Gran Bretagna, la crescita dei fascisti in Austria, Olanda e Francia, la non auspicabile ma possibile vittoria di Trump in America, sono segnali chiari del crescente successo dei populismi alimentati dalle destre e dei crescenti fallimenti della sinistra nel battere le diseguaglianze. Quanto prima si metteranno in campo politiche per combattere le diseguaglianze crescenti, meglio sarà per tutti, noi ed i nostri figli e nipoti.